Recensione – AW: The Signal

Già annunciato al momento dell’uscita del gioco base, AW: The Signal è il primo di una serie di episodi aggiuntivi che andranno ad arricchire l’esperienza di gioco e a investigare più dettagliatamente sui misteriosi eventi che affliggono Bright Falls e i suoi abitanti.

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Cercando di limitare quanto più possibile lo spoiler (consiglio comunque di non leggere se non avete terminato i 6 episodi nella confezione retail), The Signal riprende semplicemente dove tutto si era interrotto bruscamente dove impersoneremo un Alan Wake smarrito, esausto e senza alcuna idea su come poter uscire dall’incubo distorto che lo ha intrappolato affidandosi alla luce come unica speranza di salvezza.
Senza proseguire oltre, The Signal nel complesso riprende la medesima struttura già vista negli episodi precedenti senza aggiungere molto ma addirittura eliminando quegli espedienti che, a dirla tutta, rendevano l’esperienza meno accattivante di quanto poteva essere. In questo episodio per esempio non saremo impegnati nella raccolta di Thermos (sostituite tuttavia da delle sveglie) ma non ci saranno pile di barattoli da abbattere, segnali da leggere, trasmissioni televisive e radiofoniche da ascoltare e così via. L’unico peccato forse è la rimozione della raccolta delle pagine del manoscritto (che in parte contribuivano nella trama) ma anche questa, alla fine della fiera, è una mancanza non così traumatica.

The Signal quindi non fa altro che limare quei piccoli nèi galvanizzando invece di più il ritmo di gioco che, rispetto al passato, è decisamente più serrato e veloce: tanti nemici pronti ad ostacolarci e meno munizioni a nostra disposizione (a proposito: sono stati eliminati anche i baule nascosti zeppi di munizioni) rendendo l’esperienza più appagante e più esigente in quanto la gestione del nostro armamentario sarà molto importante.
Tuttavia non abbiamo fatto a meno di notare come più si procede verso la fine e più questa sensazione da “survival” viene meno portandoci ad essere (esattamente come in quasi tutto Alan Wake) più sicuri dei nostri mezzi.
Tecnicamente non ci sono novità: il tasso tecnico e sonoro è rimasto invariato mentre ci sono novità riguardo i nemici in cui se ne sono visti di nuovi (ma comunque mantenendo la stessa resistenza e lo stesso stile di combattimento).

Completabile in circa un paio d’ore, The Signal regalerà soddisfazioni per tutti coloro che hanno saputo apprezzare l’universo onirico di Bright Falls e il suo senso di mistero. Considerando che la vicenda rimane anche in questo caso incompleta (c’è un altro DLC all’orizzonte d’altronde), The Signal resta quindi sconsigliato a coloro che non sono rimasti affascinati dal titolo Remedy in quanto, con The Signal, non cambierebbero di certo idea.

+ Atmosfera immutata
+ Buon dosaggio nemici/munizioni
+ Ritmo elevato e trama ben viva

– Nessuna novità di rilievo sia sul gameplay che sulla tecnica

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