Breve intervista di Joe Romersa (Hell Descent)

Silent Hill Chronicles, attraverso l’operato del redattore Luke Bonham, ha provveduto a tradurre una intervista che i nostri colleghi di Hell Descent hanno svolto a Joe Romersa (collaboratore di Yamaoka nelle colonne sonore di Silent Hill).

L’intervista completa dopo il break.

HD: Come funziona la composizione in un team? Quanto tempo ci vuole per completare un pezzo e quali sono le fasi di creazione?

Joe: 8 fasi:

1. Akira crea la base musicale con una guida melodica.
2. Io scrivo il testo da frammenti di ciò che ho appreso della sceneggiatura.
3. Lo mostro a Mary.
4. Mary ed io registriamo una demo nel mio studio.
5. Spediamo la demo a Konami ed Akira, e aspettiamo di vedere se piace o meno.
6. Se piace, registriamo il pezzo “seriamente” al Magnitude 8 Post.
7. Akira missa il cantato di Mary con la sua musica.
8. Io e te ascoltiamo il “lavoro finito” circa allo stesso tempo.

HD: Quali sono i tuoi più cari ricordi del tuo lavoro per Silent Hill?

Joe: Tutti i ricordi mi sono cari. Tutte le esperienze di vita hanno degli “alti e bassi”, ma il TEMPO li livella tutti indipendentemente. In questo lavoro è molto importante che tutte le parti siano unite. Le jam session erano speciali. E ascoltare il lavoro di Akira dopo aver registrato e spedito le tracce vocali di Mary in Giappone, era come un regalo di natale: non si sa mai cosa c’è dentro.

HD: Quando avete creato canzoni come Shot Down in Flames, Room of Angel, o Hell Frozen Rain, avete lavorato tutti insieme dall’inizio? Com’è stato il processo? E ripensando a quei giorni, qual’è stata per te la canzone più difficile da fare?

Joe: Per prima cosa, Akira dal Giappone mi manda le basi su cui io poi scrivo i testi.

Quando ricevo nuovi pezzi da scrivere, di solito quattro alla volta, sono semplicemente tracce ritmiche basilari, con un pò di chitarra, tastiera, ed una sorta di batteria o click per tenere il tempo. Assieme a queste ricevo tracce melodiche suonate con chitarra o tastiera. Queste sono le linee guide sulle quali scrivo i testi.

Dopo aver completato i testi, li do a Mary, assieme alle basi. Lei ha una settimana circa per imparare le canzoni, poi insieme le proviamo allo SHADOW BOX, il mio studio.

Le canzoni iniziano a vedere la luce. La musica ora ha una voce. Ed è a questo punto che poi proviamo a creare armonie o lavoriamo su altre parti di sottofondo.

HD: Tra tutti i pezzi che avete creato insieme, qual’è stato il più divertente da creare? E qual’è stato il più stressante?

Joe: Mi sono divertito con tutti i pezzi, ma è stato stressante scrivere “This Sacred Line”. Inoltre, una volta ho dovuto riscrivere i testi di due pezzi in un solo giorno.

HD: Hai progetti personali su cui stai lavorando? C’è qualcosa che potresti annunciarci?

Joe: Sono sempre a lavorare su qualcosa, principalmente su video o musica. Ogni tanto mi esibisco live alla batteria. Ed ho sempre gli occhi aperti in cerca di nuove cose.

HD: Due parole, Lost Carol. Perché non avete pubblicata la versione integrale? La vogliamo!

Joe: Suppongo perché l’abbiamo persa.

HD: Cosa ti ha attratto a Silent Hill?

Joe: Come ogni cosa nella mia vita, è stata SILENT HILL a trovarmi.

HD: Avresti intenzione di fare un duetto con Mary? Il contrasto tra le vostre voci sarebbe alquanto interessante.

Joe: Solo se lei vuole.

HD: Sei mai stato influenzato da qualche altro compositore?

Joe: Le parole si intonano interessantemente con la musica. La musica parla tramite onde, le parole esprimono specifici pensieri.

QualcUNO? No.
QualCOSA? Forse.

Che potrebbe venire da me.

HD: Se ciò che hai detto è vero, potremmo mai ascoltare un album indipendente in pieno stile Silent Hill?

Joe: La chimica è tutto. Fin quando c’è, andrà tutto bene. E tutto può succedere.

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