Recensione – Dead Pixels

L’abbiamo detto in più occasioni in Land of Rust: questa è la generazione della crisi creativa dei survival horror ma è anche paradossalmente la generazione dove gli zombie sono assoluti protagonisti, ancora più che in passato. Se prima però erano simbolo di paura, ansia e terrore adesso sono considerati più come bersagli da abbattere senza troppo pentimento. Nella fiera degli zombie si inserisce anche il team indipendente di origine scozzese CantStrafeRight, sviluppatrice di Dead Pixels il quale appartiene al catalogo Xbox Live Indie Games.

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Chi, guardando il nostro alter ego, ha pensato a Chris Redfield alzi la mano.

Dead Pixels: The Original Game
Dead Pixels è un prodotto che lascia stupiti fin dalla sua presentazione: titoli pixellati, forme 2D squadrate e cromature elementari che ci riportano indietro di parecchi anni. Una miscela di stile perfettamente in salsa 8-bit, tornata prepotentemente di moda grazie anche a prodotti curiosi come Minecraft. Il gioco si suddivide in tre diverse modalità di gioco: quella principale più due DLC gratuiti e ottenibili tramite aggiornamenti. In questo paragrafo parleremo proprio della modalità principale.

In Dead Pixels ci troviamo nell’immaginaria metropoli di New Hexington, nel 1983. A causa di una perdita di materiale chimico nocivo, i morti sepolti nei cimiteri si sono risvegliati invadendo tutta la città. Noi comanderemo un personaggio senza nome, il tipico uomo qualunque finito in disgrazia e che deve combattere per un unico obiettivo: la salvezza. Qui ovviamente finisce la trama di Dead Pixels e mi sembra logico che, per un prodotto del genere, non bisogna pretendere chissà che cosa sotto questo aspetto.

Il gioco è strutturato in livelli bidimensionali che ricordano vagamente il videogioco River City Ransom, uscito tra la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90. Ogni livello corrisponde a una “strada” che dovremo attraversare facendoci strada tra i numerosi non morti decidendo se fare piazza pulita oppure di agire in maniera più ragionata cercando di fare attenzione all’inventario che abbiamo a nostra disposizione. Il nostro eroe potrà attaccare in tre maniere: attaccando con un’arma da fuoco, con un’arma secondaria (come granate) o con un attacco da mischia corpo a corpo. Un ottimo suggerimento è usare l’attacco da mischia per uccidere gli zombie più innocui e meno pericolosi (ma esponendoci comunque a un rischio maggiore). Come nei videogiochi di un tempo, non ci sono cose particolari che dobbiamo fare: arrivare sani e salvi alla fine.

I negozi rappresenteranno, in tutti i sensi, la nostra unica fonte di salvezza

Detta così potrebbe sembrare semplice ma le cose, soprattutto col passare dei livelli, si faranno più complicate: spesso e volentieri appariranno nemici forti e soprattutto numerosi rendendo il nostro cammino decisamente più difficoltoso. Come accennato prima, abbiamo un inventario che dovremo gestire al meglio cercando di fare attenzione alle munizioni rimaste. Uccidendo i non morti potremo raccogliere denaro da spendere nei negozi che occasionalmente troveremo (in tali negozi potremo anche salvare la partita in corso). In questi negozi potremo comprare di tutto: dalle armi agli accessori fino alle munizioni. Sempre in questi negozi potremo acquistare degli UPGRADES per il nostro personaggio migliorando le sue capacità che riguardano: potenza nelle armi da fuoco, velocità di corsa, potenza nell’attacco da mischia, aumentare il nostro livello massimo di salute, aumentare la capienza del nostro inventario, usufruire di sconti e prezzi più bassi nei negozi e aumentare il grado di fortuna del nostro personaggio.

Tutto questo permette quindi anche una implementazione del gameplay (seppur elementare) quasi stile RPG con il nostro personaggio che ha bisogno di crescere e migliorare per poter arrivare alla fine. Tutto questo comporta del denaro che saremo costretti a raccogliere in due modi: o uccidendo gli zombie oppure raccogliendo degli oggetti di valore all’interno di case, magazzini, garage e altri luoghi accessibili esaminando le porte nella parte superiore del livello. Proprio in questi luoghi potremo anche trovare armi, munizioni, medekit, granate e quant’altro. Raccogliere oggetti però comporta delle conseguenze: il nostro eroe non è in grado di portare tutto quanto e, se il peso totale dell’inventario supererà il limite consentito, rischierà di camminare in maniera molto più lenta costringendoci perciò ad accedere nell’inventario stesso per liberarci degli oggetti che non ci serviranno. Non si tratta perciò solo di andare avanti e spappolare teste ma anche di agire con parsimonia sia sotto il profilo delle munizioni sia sotto quello prettamente RPG decidendo quali sono gli aspetti del personaggio che preferiamo sviluppare.

In Dead Pixels ogni zombie dispone di proprie caratteristiche: ci sono quelli più lenti e resistenti e viceversa. Aldilà delle apparenze, il pericolo è sempre dietro l’angolo.

Veniamo adesso a quelli che sono probabilmente gli aspetti migliori presenti in Dead Pixels: la varietà. La varietà su che cosa? Su tutto: gli zombie sono veramente vari (se ne contano 22 tipi diversi nella sola modalità principali) e le armi sono numerose e ognuno con la propria potenza e velocità di fuoco consentendo di usare quella che più ci aggrada. Tra armi, accessori e altro, si contano in totale circa 100 elementi di gioco unici. Questo ci permette di scegliere veramente quella che è l’esperienza che più ci piace: o più action o più ragionata.

Non solo: in Dead Pixels i livelli sono generati casualmente di partita in partita. Questo significa che gli zombie o gli scenari incontrati in un determinato livello non è detto che li ritroveremo nella partita successiva. Aspetto che aggiunge freschezza, rigiocabilità e sorpresa continua.

Se poi siete dei nostalgici e dei fanatici degli zombie game allora questo gioco vi regalerà più di un sorriso: le citazioni e i riferimenti al mondo del videogaming horror (su tutti Left 4 Dead e Resident Evil) si sprecano. Strade, armi, graffiti e la stessa Moonlight Sonata ascoltabile nei negozi rappresentano un inno e una dichiarazione d’amore vera e propria da parte degli sviluppatori per questo genere.

Concludiamo questo paragrafo aggiungendo la presenza anche di una modalità co-op a due giocatori potendo così condividere l’avventura in compagnia di un amico. Peccato solo che si tratti della co-op offline. Un gioco come questo avrebbe meritato davvero una modalità online e renderlo così una vera e propria droga infinita. Piccolo neo su musiche e longevità: le prime, di genere prettamente rock, sono ben fatte ma alla lunga rischiano di essere ripetitive mentre per la seconda ci si può lamentare solo per il fatto che 20 stages non sono molti ma bisogna anche aggiungere che nella modalità più difficile i livelli diventano 30 offrendo così un ulteriore grado di sfida per i giocatori più coraggiosi.

The Solution ci permette di tornare ad New Hexington con un approccio molto più survival

Dead Pixels: The Solution

The Solution è il primo di due modalità aggiuntive disponibili tramite aggiornamento (gratuito) del gioco. Si tratta a tutti gli effetti di una vera e propria espansione che ci permetterà di tornare sulle strade di New Hexington. La trama questa volta è più articolata: il governo degli USA ha in mente di far saltare in aria la città ma per farlo vuole affidarsi a uno dei detenuti rinchiusi all’interno del carcere di massima sicurezza H. Mason (ops… un’altra citazione). Questo detenuto, se riuscirà a portare a termine la missione, potrà godere della grazia da parte del presidente degli Stati Uniti. L’obiettivo del gioco è arrivare alla meta dove piazzare degli esplosivi e tornare indietro (bisognerà davvero ritornare indietro nei 10 livelli visitati).

In The Solution questa volta le cose saranno diverse: niente più negozi, niente acquisti e soprattutto niente UPGRADES. All’inizio infatti dovremo scegliere 1 tra 6 personaggi, ognuno con i propri livelli di skill (c’è chi è più abile con le armi, chi è più rapido nella corsa e così via). Già questo comporta un fattore rigiocabilità alto dato che potremo affrontare l’avventura con un personaggio diverso di volta in volta.

Proprio l’assenza di negozi rende The Solution, rispetto all’originale, decisamente più survival horror in quanto davvero dovremo perlustrare casa per casa, prendere il necessario e scartare quello che non ci serve. Oltre poi a fare attenzione nel consumo delle munizioni (per questo motivo noi nella nostra partita abbiamo preferito prendere qualcuno meno abile nelle armi ma più capace nei combattimenti corpo a corpo e nella fuga). Per il resto, il gameplay è praticamente uguale in tutto e per tutto alla modalità principale. Da segnalare però l’introduzione di nuovi tipi di zombie aumentando così il già ricco cast di nemici non morti.

Nel complesso, The Solution è stata una esperienza più breve ma con una diversa intensità grazie a un’anima prettamente più survival. La presenza poi di più personaggi giocabili rende questa modalità rigiocabile tranquillamente. Anche qui tralaltro è presente la co-op offline consentendoci di giocare con un amico.

Last Stand è una vera battaglia per la sopravvivenza dove non ci sono vie di fughe e dove l’uso delle armi è imperativo

Dead Pixels: Last Stand

Last Stand è la terza e ultima (al momento) modalità di gioco di Dead Pixels. Siamo sempre in New Hexington ma questa volta saremo un sopravvissuto all’interno di un centro commerciale. Qui dovremo far fronte ad ondate di non morti che verranno a farci visita non con le migliori intenzioni.

Questa modalità, molto diffusa in questa gen, ci permette di affrontare orde di non morti che, via via, diventano sempre più numerose e difficili da abbattere. Last Stand è perfettamente contrario a The Solution: azione di gioco davvero frenetica grazie al fatto che, all’interno del centro commerciale, ci saranno tantissimi negozi che sono praticamente dei pozzi senza fondo. Non dovremo preoccuparci di finire le munizioni e, tra una ondata e l’altra, avremo 10 secondi di tempo per entrare in un negozio e (con i soldi sia degli zombie abbattuti sia con i bonus di fine livello) fare man bassa.

A differenza di The Solution, qui è stato riproposto il sistema RPG di sviluppo del personaggio potendo così nuovamente di scegliere come evolvere il nostro eroe.

Fondamentalmente, rispetto alle altre modalità, Last Stand è la modalità più ripetitiva di Dead Pixels in quanto si tratta di respingere ondate di nemici all’interno di un medesimo stage. Tuttavia, se giocata anche qui in compagnia, il divertimento non mancherà affatto. E cmq, essendo un DLC gratuito, a caval donato non si guarda in bocca.

Commenti finali
Dead Pixels è un videogioco semplicemente eccezionale. Eccezionale nello stile, eccezionale nella varietà, eccezionale nel divertimento e soprattutto eccezionale nel prezzo (appena 80 MP, meno di 1 €). Uno dei migliori prodotti che si possono acquistare all’interno del catalogo Xbox Live Indie Games. Un vero peccato è la possibilità di giocare le 3 modalità online: avrebbe permesso a questo piccolo titolo di essere un vero e proprio cult a livello globale. La presenza poi di omaggi e citazioni ci hanno davvero esaltato mostrando l’amore e la passione che hanno gli sviluppatori per questo genere.

+ Stile retrò fantastico
+ Ricco, ricchissimo in tutto (armi, zombie ecc.)
+ Livelli generati casualmente
+ Gradite modalità aggiuntive (e scaricabili gratuitamente)
+ Costa meno di 1 €….

– Non si gioca online
– …se avete Xbox 360.

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