[Recensione] Left 4 Dead

E’ innegabile che in questa generazione il ruolo dei non morti sia cambiato radicalmente: da mostri orripilanti con passo strisciante e atteggiamenti minacciosi a malcapitata carne da macello da far saltare in aria volentieri. Gli zombie sono stati avversari praticamente di qualsiasi cosa, persino di piante carnivore.
In Left 4 Dead di Valve è presente una ulteriore visione che li differisce completamente: non mangiano carne umana, sono capaci di correre e arrampicarsi e sono dotati di una forte indole violenta. Valve (team re Mida che ogni cosa che fa la sa fare sempre bene) ha saputo prendere e rivoltare una moda trasformandola in un nuovo concetto di gioco che funziona alla grande.

[continua dopo il break]

Cominciamo le precisazioni: Left 4 Dead non è un survival horror nè una trama ma è pura videoludica basata sulla cooperativa. I protagonisti del gioco sono 4 sopravvissuti (Bill, Francis, Louis e Zoey) scampati ad un epidemia che ha trasformato l’umanità in zombie brutti, sporchi ma soprattutto veloci e violenti.
Non è chiara come sia iniziata l’infezione (e non la sapremo mai in quanto, come detto, non c’è nessuna trama dietro nè dialoghi se non qualche scambio di battute in game tra protagonisti) e la struttura si gioco si basa sull’affrontare una serie di campagne che terminano con il raggiungimento di “safe house”.
Queste campagne sono le stesse sia per l’offline sia per l’online, l’unica differenza ovviamente sta che in offline gli altri 3 personaggi saranno guidati da una IA perdendo molto il fascino della cooperativa.

Raggiungere lo scopo non sarà facile in quanto i non morti, soprattutto quando sono in gran gruppo, rappresentano una minaccia viva e costante. Particolarmente concitati saranno i momenti in cui i nemici arriveranno sotto forma di vere e proprie orde (arrivi spesso anticipati da una musica minacciosa di sottofondo). Nemici che sbucato da tutte le parti e che si potranno fronteggiare soltanto se il gruppo resterà unito e coeso.
Il gioco ci da naturalmente possibilità di arrivare alla salvezza fornendo armi, munizioni e medicazioni (come cassette di pronto soccorso e pillole) distribuite in maniera equilibrata in modo tale non da sentirci sempre perfettamente a nostro agio con il nostro arsenale.
Inoltre non siamo liberi di trasportare tutte le armi che vogliamo: possiamo avere soltanto una pistola e un’arma pesante a nostra scelta (come un fucile d’assalto o un fucile a pompa fino a fucili di precisione). La pistola ha munizioni infinite ma questo non vi spingerà affatto a usarla data l’enorme quantità di nemici che bisognerà affrontare. Le pistole insomma rappresentano “l’ultima spiaggia” da usare se proprio restiamo a secco.
Ad aiutarci sono anche molotov e particolari granate che, se lanciate, attireranno l’orda su di essa creando uno spettacolo pirotecnico senza eguali.
Proprio gli esplosivi (compresi tubi di gas e taniche di benzina) andrano usati con parsimonia e con intelligenza strategica in modo tale da far fuori più nemici possibili in un sol colpo.

A rendere la situazione ancora più difficile è la presenza frequente di nemici speciali: il Boomer (un mostro grande e grosso capace di vomitare una sostanza che attirerà i non morti e che va sconfitto a debita distanza), l’Hunter (un mostro agilissimo e capace di fare assalti corpo a corpo), lo Smoker (capace di colpire a distanza con una lingua e di calare la visibilità), il Tank (mostro difficile da abbattere e che fa della potenza fisica la sua arma migliore) e la Witcher (una delle creature più letali e pericolose del gioco la quale, tuttavia, non attacca se non viene disturbata dalla luce della torcia o non colpita dai proiettili).

A parte i nemici, l’aspetto migliore di Left 4 Dead è proprio il senso di cooperazione e il gameplay strutturato proprio per spronare i giocatori ad aiutarsi l’un l’altro. Nel gioco è anche possibile usare una cassetta di pronto soccorso verso un compagno ferito e risvegliarlo nel caso abbia subito un numero di danni eccessivo.
Tuttociò che si fa in Left 4 Dead lo si deve fare obbligatoriamente tutti insieme: non si va avanti nel gioco per esempio se tutti i personaggi non sono giunti alla fine e per liberarsi dagli attacchi di nemici come Smoker e Hunter è necessario l’aiuto di un compagno.

Il ritmo di gioco di Left 4 Dead è sempre altissimo e quotato all’azione: è difficile anoiarsi e impostato per non annoiarsi praticamente mai. A contribuire in tuttociò è la completa dinamicità delle partite: la comparsa di nemici speciali, delle orde e delle posizioni degli zombie e persino la posizione degli oggetti è totalmente casuale e cambia di partita in partita rendendo l’esperienza sempre fresca e nuova.
Anche le mappe di gioco sono ben disegnate e per certi versi forniscono un’ottima atmosfera con tonalità oscure e grige tipiche di un film zombie alla Romero. Se proprio vogliamo trovare un difetto è la poca interazione: a parte prendere tubi/taniche e aprire le porte non possiamo fare molto altro all’interno del mondo di Left 4 Dead.

Il gioco è stato sviluppato con il solido motore Source di Valve che, come sempre, si dimostra molto stabile seppur non presenti mai un livello di dettaglio molto elevato. Il comparto sonoro anche questo è curato come solo Valve sa fare con buoni effetti soprattutto per quanto riguarda i mostri speciali e le musiche di sottofondo nei momenti più concitati.

Le campagne di gioco sono numerose e si completano con un tempo discretamente lungo ma proprio la presenza dell’online, della dinamicità delle partite nonchè della possibilità di introdurre le mappe personalizzate dai modder rendono Left 4 Dead un gioco praticamente infinito per gli appassionati di multiplayer cooperativo.
Nella modalità online sono incluse anche modalità aggiuntive come Avversario (onestamente quella che ha convinto di meno in quanto potremmo vestire i panni anche degli Infected Speciali che presentano una giocabilità non del tutto appagante e intuitiva) e Sopravvivenza (la tipica arena con le orde da respingere).

Commenti finali
Qualsiasi cosa fa Valve è oro massiccio e Left 4 Dead (per quanto non sia migliore di altri titoli dello studio di Washington) non fa eccezione a questa regola. Un gioco di grandissima qualità nonchè proposta vincente e autentica di come dovrebbe essere un titolo multiplayer cooperativo. Ci sono alcune sbavature di carattere grafico e forse un livello di interazione ambientale un po’ troppo basso ma sono difetti che non vanno a intaccare troppo l’esperienza.

+ Online strepitoso
+ Crea dipendenza
+ Praticamente infinito
+ Qualche atmosfera degna di nota
+ Decisamente buon sonoro

– Giocare con gli Infected non è il massimo

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