[Recensione] Decay: The Mare

Shining Gate Software, uno studio indipendente svedese, aveva pubblicato circa 4-5 anni una serie episodica a tema horror chiamata Decay, punta e clicca in esclusiva per Xbox 360. Il titolo nel suo piccolo si era dimostrato molto interessante (anche a giudicare dalla nostra recensione).

Gli svedesi puntano perciò nuovamente a questo brand proponendo una nuova miniserie (questa volta di 3 episodi). La formula è la stessa ma con una nuova trama e un nuovo protagonista: in Decay: The Mare infatti saremo Sam, un tossicodipendente in cura presso una casa di recupero chiamata “Reaching Dreams”. Sembra però che in questa struttura la cura avvenga in modo abbastanza “particolare” a tal punto che il povero Sam è vittima di visioni e allucinazioni fino a entrare in un vero e proprio universo onirico dove, come da programma, conoscerà la verità una volta giunto alla fine del percorso.

Chi ha già giocato alla precedente serie, troverà molte similitudini: gli ambienti sono limitati e piccoli, perciò il gioco si deve sviluppare mediante puzzle ed enigmi che si susseguono e che richiedono un minimo di ingegno e astuzia. Qualora le cose dovessero farsi troppo complicate, è possibile chiedere un suggerimento (ma è sempre consigliato farcela con le proprie forze). In secondo luogo, essendo “solo” un punto e clicca, Shining Gate ha inserito anche qui “scary moments” per far saltare dalla sedia i deboli di cuore (anche se, a dirla tutta, a volte son sembrati forzati e prevedibili). Anche sulla trama il modello è lo stesso del precedente Decay: una partenza lenta, poco chiara per passare invece a un crescendo fino a un finale di buon impatto. La trama di The Mare non è lunga e corposa ma è comunque convincente e ben raccontata grazie ai documenti e ai dialoghi (in particolare con una strana “borsa”).

Anche gli ambienti sono ben disegnati e intelligentemente architettati ma con un solo reale problema: la navigazione tra una schermata e l’altra non è stata ben sviluppata portando il giocatore più di una volta a perdere il giusto orientamento. Un fattore che si riscontra ovviamente nelle fasi iniziali degli episodi, quando bisogna familiarizzare con l’ambiente di gioco. Un neo non di certo grave ma che, in un titolo nel complesso ben fatto, fa anche abbastanza rabbia per la sua banalità.

Anche sugli effetti sonori Shining Gate riconferma quanto di buono fatto in passato: i componimenti musicali sono molto belli e si sposano bene con l’ambiente così come gli effetti di sottofondo.
Riguardo la longevità, The Mare è decisamente corto: ogni episodio si termina in un arco di tempo molto breve (dipende soprattutto dalla vostra abilità di risolvere gli enigmi e dallo spirito di osservazione). Probabilmente anche in una sola giornata avrete finito gli episodi. Forse su questo si poteva fare di più (la prima serie per esempio era composta da 4 episodi).

Commenti finali
Probabilmente nel complesso The Mare risulta leggermente inferiore dalla precedente serie ma resta un’opera che merita ugualmente attenzione: trama e atmosfera sono accettabili e gli enigmi sanno essere adeguatamente impegnativi. Non è esente da problemi (spostarsi negli ambienti a volte è scomodo) ma resta comunque un buon vino nella botte piccola.

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