[Out of Land] Life is Strange

Se ne potrebbe discutere per ore ma è evidente che i videogames siano un linguaggio che può raggiungere vette elevatissime ma che, al tempo stesso, finisce nella maggior parte dei casi del tutto inespresso. Per fortuna continuano a esistere le piacevoli eccezioni e alcune queste addirittura può finire per superare ogni aspettativa. E’ il caso di Life is Strange, avventura divisa in 5 episodi di genere thriller fantascientifico sviluppata dal team francese Dontnod Entertainment e pubblicata da Square Enix.

Noi siamo Maxine Caulfield (chiamata semplicemente Max), una giovane studentessa presso un importante istituto specializzato nel formare fotografi professionisti, nella piccola cittadina di Arcadia Bay. La storia inizia con quella che sembra una allucinazione: Max si trova nei pressi di un faro e osserva l’arrivo di un gigantesco tornando. L’incubo finisce quando Max si risveglia in classe, durante una lezione. Fatta una rapida conoscenza degli altri studenti e degli insegnanti, Max assiste a una scena di lotta nel bagno delle ragazze e, senza una spiegazione, scopre che può riavvolgere il tempo. Dopo aver salvato la vita a una persona, infatti si ritrova ad assistere esattamente alla lezione che aveva vissuto qualche attimo prima. Questo è solo l’inizio di un vero e proprio vortice di eventi che andranno a sconvolgere la vita degli abitanti di Arcadia Bay.

Precisiamo subito: seppur viene ripreso il modello di base delle avventure della Telltale Games, Life is Strange viaggia su binari molto più ampi: i bivi sono continui e, soprattutto, DAVVERO influiscono sulla trama. Cambiare il tempo poi non solo si dimostra estremamente divertente ma ci permette di assistere a ogni sfumatura della storia. Più di una vola ci verrà l’impulso di tornare indietro nel tempo ed effettuare una diversa scelta narrativa solo per il gusto di vedere cosa succede. Life is Strange riesce a creare un senso di curiosità impareggiabile.

In merito alla trama. non è veramente facile parlare di Life is Strange: è autentico oro per ogni appassionanto di opere di genere fantascientifico/paranormale e accostamenti a film come The Butterfly Effect e Donnie Darko è tutt’altro che azzardato. Anzi, per quanto mi riguarda, riesce ad andare ben oltre dato che, grazie alla solita “magia” dell’interazione, porta il giocatore a sfere emozionali ed emotive davvero uniche. L’aspetto prettamente fantascientifico del gioco è infatti solo una parte di ciò che veramente tocca le corde emotive del giocatore: Life is Strange è soprattutto una storia di grazie amicizia, sentimento probabilmente tra i più ignorati e meno rappresentati sullo schermo (forse perchè considerato troppo “banale” e scontato ai più). La storia assumerà connotazioni sempre più importanti e più si andrà avanti e più l’affetto per le protagoniste crescerà a dismisura. La cosa molto bella è che il tutto avviene con uno stile assolutamente semplice e dolce: gli eventi ci vengono presentati nella maniera più semplice possibile, senza troppe premesse e senza viaggi chissà quali viaggi di natura filosofica (non che sia sbagliato ma, per un gioco come questo, avrebbero stonato totalmente). Questo si manifesta anche grazie alla colonna sonora, di genere prevalentemente indie rock, molto diretta e semplice.

Tutto questo merito soprattutto di una caratterizzazione dei personaggi assolutamente incredibile: Max e Chloe sono talmente ben fatte che vi sembreranno vera, le sentirete vicine, vorreste essere lì per aiutarle in tutti i modi, addirittura potreste quasi parlarle ad alta voce come nella speranza che, in qualche modo, vi ascolti per quanto sia realistica. Questo perchè sono persone che parlano “la nostra stessa lingua”, vicine a noi, senza pretese intellettualoidi. Ovviamente il discorso non si limita alle protagoniste: seppur presentando un modello di base “stereotipato” (c’è il nerdone, c’è la ragazza snob, c’è la ragazza timida e insicura, c’è il palestrato ecc. ecc.), tutto il cast di The Life is Strange è brillante e ognuno “recita” sapientemente la propria parte episodio dopo episodio.

Come detto, il riavvolgimento temporale si dimostra molto divertente rendendo il gioco quindi non solo stupendo narrativamente parlando ma anche piacevole videoludicamente parlando. I patiti delle sfide probabilmente non troveranno un gioco difficile ma è chiaramente una scelta dovuta per favorire la narrazione che, ripeto, viaggia su livelli assolutamente eccellenti. Il legame creato con le protagoniste, comporterà anche il dover effettuare scelte molto difficili e determinanti per la storia.

L’avventura, divisa in 5 episodi, riesce ad essere anche discretamente lunga ma il coinvolgimento potrebbe essere così alto che, giunti alla fine, potrebbe rimanere il dispiacere di averlo completato: avreste voluto ancora passare del tempo in Arcadia Bay.

Commenti finali
Un gioco fatto con il cuore e che vi resterà nel cuore per molto tempo. Life is Strange è semplicemente un capolavoro di rara bellezza grazie alla sua miscela magica: thriller, fantascienza e soprattutto fortissima amicizia, probabilmente la più bella storia di amicizia (a pari merito con A Bird Story a mio avviso) mai vista in un videogames. In un mercato sempre più freddo, opere capaci di scaldare il cuore come quella sviluppata dal team Dontnod sono un toccasana spirituale importane (alla faccia di chi continua a sminuire il medium con grande ignoranza e superficialità).

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