[Speciale] Akira Yamaoka – report da Parigi

– A Stray Child (solo drum)
La band si prende una piccola pausa e rimane solo Israel, il batterista che tiene “caldo” il pubblico con una particolare reinterpretazione di una irriconoscibile A Stray Child (brano strumentale di Silent Hill 3). In pratica con A Stray Child di sottofondo, Israel esegue una sessione improvvisata di batteria. Un “tappa buchi” piuttosto gradito considerando che è un momento del concerto molto “oscuro” e che mi lascia pensare che anche un concerto con più brani strumentali sarebbe stato favoloso (ma d’altronde sono sempre i pezzi cantati quelli che richiamano di più)

– Room of Angel
Finita la jam del batterista, Mary Elizabeth e il bassista tornano sul palco. Quest’ultimo porta curiosamente un’arpa. Rimango ignaro e incuriosito su cosa verrà eseguito. Anche questa è una variante interessante: l’amatissima Room of Angels di Silent Hill 4 in versione acustica con l’arpa. Il risultato è a mio avviso uno dei momenti più stupefacenti del concerto: atmosfera sognante, elettricità viva nell’aria, strette al cuore, pubblico che canta insieme a Mary come se fossimo ad una messa sacra. Sensazioni davvero difficili da descrivere. Complimenti all’arpista!

– Letter … from the lost days
Con Akira Yamaoka ancora ai box, il prossimo turno è per un’altra variante: la malinconica e delicata Letter… from the lost days di Silent Hill 3 (dal sottoscritto particolarmente amata). Son sincero: al contrario della canzone precedente, questa reinterpretazione un po’ troppo trip-hop ed elettronica non mi ha convinto granchè e avrei preferito uno stile più vicino all’originale. Probabilmente il brano che meno mi ha convinto della serata.

– Reality
Questo è un altro “inedito” ed è il primo brano “extra” Silent Hill in quanto si tratta di un brano dell’album solista di Yamaoka chiamato “Revolucion” (uscito per il mercato messicano). Reality in origine è cantata dal cantante e doppiatore Troy Baker e anche questa viene ovviamente proposta da Mary. Il risultato è convincente ma forse, senza nulla togliere a Mary ovviamente, con Troy Baker era meglio.

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