Alien: Isolation non è solo la migliore trasposizione videoludica della celebre saga cinematografica creata da Ridley Scott ma si pone tra i migliori survival horror in assoluto (qui la recensione di Land of Rust scritta anni fa). Eppure il processo di creazione non è stato semplice e gli inglesi Creative Assembly hanno dovuto faticare non poco per arrivare all’eccelente risultato che tutti sappiamo.

Non sto parlando di problemi legati allo sviluppo ma anche produttivi. Su tutti i malumori e le perplessità della stessa SEGA sul progetto. Malumori poi che sono cresciuti enormemente dopo il flop colossale di Alien: Colonial Marines. Ricordo poi inoltre che nei primi anni 2010 il genere survival horror, tolto Amnesia: The Dark Descent, commercialmente parlando era praticamente un genere morto (Outlast e Resident Evil 7 ancora dovevano uscire).

Interessante il fatto che, nonostante tutto questo, Creative Assembly abbia comunque creduto fortemente nel progetto. Per alcune settimane hanno lavorato in gran segreto su un prototipo da mostrare ai “capoccia” di SEGA. Capoccia che furono convinti ma chiedendo al team di cambiare la visuale da prima a terza persona. Affascinante sì, ma non era l’idea che il team aveva in mente e così convinsero, con successo, SEGA a riportare la camera in prima persona.

Tutto questo è possibile scoprirlo all’interno di un documentario rilasciato dal portale NoClip. Nel documentario, praticamente un Making Of, i membri di Creative Assembly raccontano aneddoti e ricordi sui mesi trascorsi per lo sviluppo di Alien: Isolation.

Un making of molto interessante se siete tra quelli che in Alien: Isolation avete apprezzato i momenti trascorsi “in compagnia” con l’alieno più iconico della storia del cinema.

Alien: Isolation è uscito 2014 su PS3, PS4, Xbox 360, Xbox One, Nintendo Switch e PC. Un titolo che ancora oggi, a 6 anni di distanza, presenta particolarità uniche a cominciare dalla evolutissima IA dell’alieno.

Fonte: Bloody Disgusting