[Recensione] Imscared: A Pixelated Nightmare

Sviluppato dall’italiano Ivan Zanotti (nella rete noto con lo pseudonimo MyMadness), Imscared è una avventura horror in prima persona tra le più singolari che siano mai state prodotte grazie a un insieme di elementi e di fattori ben orchestrati e rappresentati.

Un lampante esempio lo si constata nel momento in cui si avvia il gioco la prima volta: sfondo nero e scritte informative che presentano messaggi che lasciano a disagio il giocatore: “Scusate”, “Mi dispiace” e altri messaggi che facciamo fatica a comprendere e che ci riempiono di ansia ingiustificata.

Da qui si passa alle fasi di gioco vere e proprie: l’avventura è in prima persona e il mondo intorno a noi è grezzo e povero di dettagli ma non per questo (anzi, soprattutto per questo probabilmente) non si possa dire che l’atmosfera sia sinistra e tetra.
Non sappiamo esattamente chi siamo, a parte alcune indicazioni, non ci sono documenti da leggere……… almeno non all’interno del gioco.

Imscared infatti estremizza il concetto di terrore estendendolo al di fuori dell’universo di gioco: gli “incontri” con l’inquietante White Face (dalla forma di un teschio che non si capisce se stia ridendo o se stia piagendo di terrore) infatti portano all’inesorabile chiusura del gioco stesso e al rilascio, nlela stessa cartella di gioco, di file di testo che ci aiuteranno a capire come poter proseguire. E questo ovviamente è soltanto il punto di partenza perchè altri comportamenti “anomali” sul nostro PC possono avvenire  nel momento in cui si gioca.

Le modalità di gioco sono le più classiche e antiche: procedi, supera l’ostacolo ambientale evitando di scontrarsi con White Face. Nella maggior parte dei casi si tratta di trovare la chiave per aprire la porta che ci blocca la strada. Il problema sta proprio nel “proseguimento” dato che il gioco sembra proprio vivere di vita propria mostrandoci cose in senso arbitrario e improvviso. La conseguenza è il tremendo rischio di poter impazzire per la paura.

Niente di troppo esagerato alla fine: Imscared fa appena uso di piccoli “trucchetti” che anche un programmatore alle prime armi sarebbe capace di fare, ciò che premia l’avventura di Zanotti è proprio la narrativa intricata (fino alla fine non capiremo chi siamo nè cosa dovrebbe rappresentare White Face), la regia e la disposizione perfetta degli elementi in gioco. Anche la componente audio è di fondamentale importanza: Imscared non sarebbe tale senza di essa.

Commenti finali
Insomma ci troviamo di fronte una piccola gemma horror composta di tanti pezzi che, se presi singolarmente, non rappresentano un miracolo ma che invece incastrati insieme formano un risultato unico nel suo genere. Un titolo irrinunciabile per gli appassionati e coraggiosi considerando che è disponibile gratuitamente sulla rete. Davvero complimenti a Ivan “MyMadness” Zanotti.

+ Stile grafico grezzo e affascinante
+ Trama incomprensibile nel senso più buono del termine
+ E’ gratuito
+ Spaventa e inquieta per davvero

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